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Perché l'alternanza

L'alternanza scuola-lavoro, oltre a rappresentare   una rivoluzione culturale per la scuola, è un investimento per tutto il mondo che la circonda, per chi crede nell'inserimento dei ragazzi, anche temporalmente limitato, all'interno dei luoghi di lavoro come motore della formazione di studenti qualificati e preparati ad affrontare, dopo gli studi, la realtà lavorativa.

Serve dunque un'alleanza profonda e stabile con aziende ed enti pubblici e privati, connessi alla realtà del territorio, una sintonia nella condivisione di una responsabilità educativa che non spetta unicamente alla scuola, ma che coinvolge professionisti, imprenditori, lavoratori e operatori dell'associazionismo.

Con l'alternanza non sono solo gli insegnanti a poter ispirare ogni studente, a tirar fuori il loro talento, a far esprimere la propria creatività e le proprie aspirazioni.

Le 400 ore obbligatorie nell'ultimo triennio per gli studenti degli istituti tecnici e professionali (e le 200 ore per i licei) non devono essere un obolo formale, ma l'occasione di un incontro sincero e responsabile, di uno scambio intergenerazionale e intersettoriale che arricchisca studenti e strutture ospitanti, aggiornando visioni e rompendo la routine dell'apprendimento e dei processi lavorativi.

La società di domani va dove la porta la scuola di oggi. Per questo la scuola di oggi deve sempre più raccordarsi con le energie positive e produttive della società di oggi, per dare ai nostri studenti più competenze, più saperi e dunque più opportunità di lavoro e più potere di scelta.